Davide Francesconi: lo stato da, lo stato toglie
Onorevole Francesconi, prossimamente, e con tutta probabilità, lei verrà trombato alle primarie del suo partito. Un ultimo desiderio?
A volte, nella vita, bisogna rendersi conto che non si può fare tutto e bisogna fare un passo indietro. Se gli iscritti al nostro partito decideranno che non sono adatto posso non essere d’accordo, ma accetterò umilmente la decisione. E’ così che funziona in democrazia.
Ma cambierà anche lavoro?
Questo no! Perché altrimenti tradirei quella corrente di pensiero che mi avrebbe votato. Io voglio essere una persona su cui le persone possono fare affidamento. E’ così che funziona in democrazia.
Parliamo di crisi economica. A Batalia le cose non vanno bene, questo lo sappiamo tutti. Ha una ricetta magica?
Io non sono uno stregone e non ho ricette magiche. Ho alcune idee che secondo me potrebbero migliorare questo nostro povero paese governato da un branco di incapaci e ladroni.
Incapaci o ladroni? O ladroni incapaci?
Un po’ tutti e tre. Ma non vorrei sempre parlare di Burlettoni. Ormai è sotto gli occhi di tutti ciò che dice e ciò che fa. I bataliani ne traggano le giuste considerazioni.
Dicevamo delle soluzioni…
Ecco. Secondo me bisogna stimolare l’economia dando risorse a quella fascia di popolazione che vorrebbe spendere, ma non può perché non ne ha. Parlo dei tanti pensionati. La Social Card è stata una presa per il culo. 50 mila lire cosa vuole che siano per il povero vecchietto che non arriva a fine mese. Bisogna abbassare le tasse e dare sti benedetti soldi. Aiutare i deboli. E’ così che funziona in democrazia.
E i giovani?
Ecco. Secondo me bisogna aiutare le idee e stimolare le capacità dei nostri giovani che hanno tante spese, ma uno stipendio basso. Secondo me bisogna fare un patto generazionale. Chi, ormai, è fuori dalla vita economica attiva dovrebbe contribuire a dare una mano a chi costruisce il futuro del paese. Ecco, secondo me, una nuova tassazione delle pensioni sarebbe lo strumento giusto. Ma non chiamiamola tassa. Chiamiamola contributo. Un obolo dato per un futuro migliore. E’ così che funziona in democrazia.
La crisi è grande, le casse sono vuote, il debito è alto. Come fare?
Ecco. Secondo me bisogna trovare le risorse lì dove è possibile trovarle. La popolazione attiva è storicamente quella che porta il paese sulle sue spalle. Spalle giovani e forti che dovrebbero sopportare un piccolo peso in più per aiutare tutti. Uno stato è una comunità in cui ci si aiuta. E’ così che funziona in democrazia.
E’ la quadratura del cerchio?
Questo genere di miracoli riesce solo a Burlettoni. Io faccio del mio meglio.
Sarà sufficiente?
Lo spero. Ma è così che funziona in democrazia.
Datato il 13/10/2009 - Interviste | | 0 Commenti
