Filippo Emanueli: «Ho provato la droga, mi ha salvato la famiglia»
Filippo Emanueli, lei è il nipote dell’ultimo Re di Batalia. Sente una responsabilità particolare?
Si, io, pur essendo cresciuto all’estero ho sempre avuto un particolare legame affettivo con Batalia. L’ho sempre considerata un po’ mia, anche se rispetto l’ordinamento democratico attuale. E’ un grande paese e bisogna andarne fieri.
Quindi un’infanzia felice?
Bhe, non mi è mai mancato niente… le scuole migliori, tutti i divertimenti possibili, la droga…
La droga?
Bhe, sì, in certi ambienti è quasi la norma. Ho cominciato a sniffare a 13 anni. Poi ho fatto il giro di tutte le sostanze conosciute e qualcuna di mia invenzione. Tutti i miei amici facevano queste cose. Un mio amico era Palo Erkons. Abbiamo fatto insieme delle cose di cui non ricordo nulla. Ma è stato tutto molto divertente.
E poi?
A un certo punto il tuo corpo ti fa capire che certe cose non si possono fare per sempre. Ma allo stesso tempo ti dice che non puoi smettere. A quel punto hai raggiunto il punto di svolta. O riesci a farti aiutare oppure la tua esistenza finisce.
Nel tuo caso è andata bene.
Le ultime generazioni della mia famiglia hanno una certa esperienza. Hanno applicato un antico metodo segreto e sono riuscito a uscirne. E’ stata un’esperienza terrificante, ma alla fine ce l’ho fatta. Mi ha proprio salvato la famiglia, gli affetti. Mia madre e mio padre.
Cosa vuoi dire ai ragazzi di oggi, che crescono in questo mondo così malvagio?
Solo una cosa: DROGATEVI A MANETTA! Ne vale la pena!
Ma cosa sta dicendo?
Io? Non lo so… vuole due cetriolini? Ah, no scusi, devo andare a fare campagna politica per andare in parlamento…
Datato il 12/10/2009 - Interviste | | 0 Commenti
