Burlettoni spacciato? Neanche per idea!
L’alta corte costituzionale bataliana ha oggi decretato l’incostituzionalità del cosidetto lodo “Lafacciofranca”, dal cognome di uno degli avvocati di Burlettoni, primo firmatario della proposta di legge.
Immediate le esternazioni del centrodestra. Burlettoni ha subito lanciato il guanto della sfida: “Questi giudici sono tutti più giovani di me, ma io sono molto più saggio. Nella loro presunta superiorità non hanno condannato me, che sono innocente, ma hanno condannato l’intero paese ad avere un presidente del governo più assente perché deve difendersi da accuse infamanti!”.
Giunge a ruota l’immediato sostegno del Partito dei Duri: “I ladroni hanno dimostrato ancora una volta di non volere il bene del paese. Ma non c’è nessun problema, appena raccogliamo il nostro popolo buttiamo giù tutto!”.
Di tutt’altro i commenti della minoranza. Bordelli del Partito dei Neutri ci va cauto: “Ogni fazione ha la sua pecora nera. Per il Partito dell’Impunità è proprio Burlettoni la pecora più nera, un vero e proprio buco nero da cui non esce nulla che non sia merda.”.
Più aggressivi i commenti di Francesconi, leader a tempo determinato del Partito dei Giusti: “La corte ha detto in modo chiaro e pulito che Burlettoni se ne deve andare a casa, anzi in galera! Non può fare leggi come gli pare e piace e adesso dovrebbe lasciare il governo per pensare ai suoi guai e passare le scettro a qualcuno più capace e più pulito di lui. Le prossime elezioni dimostreranno che i bataliani sanno distinguere tra chi è un criminale e chi no.”.
Malgrado tutto gli ultimi sondaggi dimostrano che la fede bataliana in Burlettoni è incrollabile. Bel il 60% voterebbe Burlettoni anche se fosse in galera. Certo, ricevere i capi di governo da dietro le sbarre e con il pigiama a righe non è bello, ma con due drappi e due fiori può diventare accettabile. Viva Batalia!
Datato il 07/10/2009 - Editoriali | | 0 Commenti
