Da sexgate a pornogate

Non accenna a placarsi la porno onda che sta travolgendo Savio Burlettoni. Dopo le prime insinuazioni, le prime prove, i fatti concreti, le prime ammissioni, adesso… adesso lo sputtanamento.Savio Burlettoni, lo sappiamo, non è un santo. Lo ha detto anche lui stesso, ammettendo di essere un po’ maiale.

Ma andiamo con ordine. Circa un anno e mezzo fa voci di corridoio riportavano la notizia che Burlettoni avesse dato la nomina di ministro a una donna da cui si era fatto fare una fellatio. Tutti gli interessati negarono con vigore e le presunte intercettazioni telefoniche su cui la storia si basava non vennero pubblicate se non da un giornale di provincia di uno sparuto paese in Ammerigo. I bataliani fecero finta di niente e si passò oltre, pur continuando a parlare, di tanto in tanto, di mignottocrazia.

Pochi mesi fa Burlettoni andò alla famosa festa di compleanno in Terrofria e la situazione poco chiara che venne a galla ebbe il suo apice con la separazione tra Burlettoni stesso e sua moglie Laura Veronio.  La ex consorte accusò il marito di essere un malato di sesso.

Anche in questa occasione i bataliani ci misero una pietra sopra. Da una parte tutta la faccenda era strettamente famigliare e non c’era neanche la parvenza di reato.

Nell’ultimo mese invece la storia prurigginosa fu la questione delle escort. Burlettoni veniva accusato di organizzare festini a luci rosse, senza invitare anche l’opposizione. Da questa vicenda nacque il personaggio della Di Sottrario che, raccontanto particolare più o meno intimi, sputtanò tutto e tutti per guadagnarsi i titoli sui giornali di tutto il mondo. Per quanto amorale fosse tutta la questione non partì nessuna inchiesta. Anche se un controllo della finanza ci poteva stare.

Notizia del giorno è che un ex senatore del Partito della Impunità dice che ha sentito con le sue orecchie il premier Burlettoni pronunciare frasi da pervertito parlando di puttane, pompini, inculate e sesso di gruppo. Il senatore ha anche detto che potrebbe ripete quando detto anche di fronte a un magistrato che decidesse di investigare sul vocabolario poco consono di Burlettoni. O forse intendeva sulla sua vita sessualmente troppo attiva e  un po’ troppo maialesca.

In attesa di nuove puntate dell’affascinante storia, il popolo bataliano si saluta e spera in un futuro meno rosso e più peloso.

 
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Datato il 05/08/2009 - Attualità | | 0 Commenti

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