Foni pronto a defenestrare Burlettoni

Gianpiero FoniNegli ultimi giorni Gianpiero Foni ha cercato in tutti i modi di mettere in difficoltà Savio Burlettoni.

Al momento Gianpiero Foni è il presidente della camera media. La sua carica, malgrado sia considerata la seconda dello stato in ordine di importanza, ha un peso politico che rasenta lo zero. Foni non può parlare perché deve comportarsi in maniera neutrale, pensare in maniera neutrale e, sopratutto, parlare in maniera neutrale. Il risultato è che le sue idee finiscono per coincidere con quelle dell’opposizione. Tanto da essere considerato il miglior esponente del Partito dei Giusti.

Foni ha capito che Burlettoni è alla frutta. Il suo ennesimo tentativo di difendersi dagli attacchi della magistratura sta risultando più patetico del solito e le sue continue esternazioni da vecchio arterosclerotico stanno stufando un po’ tutti. “E’ ora di cambiare” dice Foni e poiché le bestie da macello non si aspetta che muoiano di vecchiaia, ma vanno uccise prima, Giampiero ha deciso di affondare il colpo. I tempi sono buoni: una crisi adesso e le elezioni in primavera per puntare al bersaglio grosso.

Gianpiero Foni nasce 50 anni fa in un piccolo paese sperduto in un quartiere periferico di Ronna. Da ragazzo di unisce alle ronde di picchiatori che spopolano in quegli anni e, grazie al fatto di rompersi da solo il naso per dimostrare la sua determinazione, riesce a farsi accettare. Mentre i suoi amici finiscono in galera lui passa alla politica dove si unisce al Partito della Nostalgia e, facendosi largo, arriva a farsi adottare dal capo del partito. Quando il capo è troppo vecchio, prende le redini del partito, lo rinomina in Partito della Nazione e rinnega metà delle idee precendenti. Alcuni anni più tardi rinnega l’altra metà delle idee e fonde il suo partito con quello dell’Impunità di Burlettoni. A quel punto ultrarinnega sé stesso e comincia a fare sue delle idee assolutamente politicamente corrette. Il risultato è che metà popolazione lo odia perché dice stronzate, l’altra metà lo adora perché le stronzate sono meglio di niente.

Tra poche settimane scopriremo se Foni raggiungerà il suo obiettivo prima del solstizio d’estate. Noi gli facciamo gli auguri con una pernacchia.

 

Datato il 23/11/2009 - Approfondimento | | 0 Commenti

Burlettoni: vogliamo processi più brevi!

778488_stone_judgeSupremo Presidente Savio Burlettoni, le vorrei fare alcune domande sulla recente proposta di legge per la riduzione della durata dei processi a Batalia. Molti bataliani si chiedono se la legge, così formulata, possa essere un fattore migliorativo per la vita nel nostro paese.

Guardi, sono un esperto di tribunali poiché nella mia ultra decennale esperienza politica e imprenditoriale ho visitato tutti i tribunali di Batalia. Ho visto tribunali belli e brutti. In alcuni c’erano dei giudici talmente mal vestiti che avrei voluto non sentire la sentenza, ma alla fine e arrivata lo stesso, curiosamente proprio quando il giudice ha cominciato a vestirsi con abiti di tutt’altra classe e a guidare un’auto di grossa cilindrata. Chissà come mai, ma è sempre andata bene.

Le ultime statistiche mondiali ci mettono all’ultimo posto nella graduatoria della durata dei processi. Siamo anche più lenti di Capralia, la nazione delle capre indipendenti. Quali sono le cause?

Le cause sono molteplici, ma, come dice il mio ministro Brunello, la causa principale è il fatto che quasi tutti i dipendenti della giustizia sono degli sfaticati. Lavorano due ore al giorno per due giorni alla settimana. Le sembra modo? Dovrebbero lavorare almeno dieci volte tanto… considerando anche il lauto stipendio che percepiscono quelle persone.

L’associazione dei giudici dice che  recentemente il ministero ha tagliato gli stipendi e le ore settimanali. E vero?

Certo. L’ho firmata io stesso quella legge. Dovevamo adeguare stipendi e orari a quello che effettivamente si lavorava. Non è colpa mia se sono sfaticati. Purtroppo c’è la crisi.

Ma è una spirale al ribasso?

Cosa vorrebbe dire? Io lavoro 23 ore al giorno 7 giorni su 7. Non torno neanche più a casa. E per questa gran fatica non percepisco neanche un soldo bucato. Mi sono azzerato lo stipendio!

Lei è l’uomo pià ricco del paese…

Cosa vuol dire? Non ho diritto anch’io ai miei 20 milioni di lire mensili? Gli straricchi dovrebbero forse lavorare gratis?

Torniamo alla proposta di legge. Ce la descriva.

E’ molto semplice: se il processo non si conclude entro 15 minuti l’imputato è assolto d’ufficio. Tutto qui. Mi vergogno quasi per la sua semplicità. Però essendo umile non lo faccio.

Non è un periodo troppo breve?

Guardiamo ai fatti. Io in 15 minuti mi bevo un cappuccino e mangio una brioche. Perché un giudice non dovrebbe poter giudicare un caso?

Da dove arriva questa geniale idea?

L’anno scorso abbiamo varato una legge per l’edilizia che prevede che se il comune non da l’autorizzazione a un progetto edilizio entro 10 minuti vuol dire che acconsente. Quest’estate l’abbiamo migliorata imponendo che i 10 minuti siano validi a qualsiasi ora del giorno e della notte e per qualsiasi giorni dell’anno. Natale e Pasqua inclusi.

Ma, mi consenta, è assurdo!

Offffhhhh sempre a lamentarsi! Prima ci accusate di creare un paese poco efficiente. Noi modifichiamo i regolamenti per migliorare l’efficienza e ci ringraziate in questo modo.

Ma si rende conto? La legge sull’edilizia ha causato dei mostri! Ecomostri!

Ma quali mostri? Mai sentito parlare di arte contemporanea? Io voglio che i bataliani abbiano tutte le libertà. Vuoi costruire sul bagnasciuga un albergo a sette stelle? Bellissimo se usi dei bei marmi! Vuoi sagare via la cima di una montagna per costruirci un rifugio con campo da golf a 18 buche? Sublime se l’erba è tenuta bene! Vuoi far saltare in aria le scogliere per ottenere una candida spiaggia con ombrelloni? Fantastico se ci sono anche le sdraio e delle belle ragazze. Vede, io sono per la libertà e la bellezza, e i bataliani ringraziano.

Ringrazieranno anche le generazioni future. Ma torniamo alla giustizia. Come si fa ad essere certi dell’innocenza di una persona con così poco tempo a disposizione?

Io mi fido dei bataliani. E’ gente onesta che lavora e vuole vivere serenamente. La giustizia ha dei problemi ed è ora di darsi una svegliata. Basta con i 20 anni di media per un processo di primo grado. Lo sa che il 35,7% delle persone coinvolte in un processo muore prima della sentenza? Non è possibile continuare così e abbiamo dovuto dare una svolta. Non potendo allungare la vita delle persone, anche se ci abbiamo investito un paio di miliardi, accorciamo i processi.

Non c’entra nulla il fatto che lei abbia 17 processi in corso?

Assolutamente. Sono già stato assolto in 192 casi e se la statistica non è un’opinione emerge chiaramente che la magistratura ce l’ha con me visto che poi sono sempre stato assolto. I magistrati mi accusa di ogni infamia e io ne sono sempre uscito a testa alta. E’ una combriccola di rossi barboni e io sono solo contro di loro e mi devo difendere con gli strumenti a mia disposizione. E anche lei mi sembra un tipo alquanto sospetto… Siete tutti sospetti! Rossi rossi. Sono dappertutto, nelle case, nelle cantine, nei materassi. Ovunque. Sotto la moquette, nell’acqua gassata. Maledetti bastardi mangia bambini!

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Datato il 20/11/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Batalia nominata paese dell’anno 2009

Batalia Paese dell'Anno 2009

Il Gran Consiglio dei Maestri Supremi Mondiali, riunito in seduta plenaria, ha votato a stragrande maggioranza il nuovo paese dell’anno 2009. La notizia riempie di gioia i cuori dei bataliani che capiscono di vivere in un grande paese e potranno affrontare a testa alta le nuove sfide che aspettano loro nell’immediato futuro

La votazione è stata abbastanza sofferta e inizialmente nessun Gran Maestro Supremo ne voleva sentire di votare per Batalia, ma grazie all’impegno del nostro Presidente del Governo Savio Burlettoni si è compiuto il miracolo che ha così commentato: “Ho dovuto fare uso di tutte le mie capacità di persuasione: ho flirtato con le gran maestre donne dimostrando di avere pelo sullo stomaco e poi ho convinto gli uomini a mazzette dimostrando di avere peli sul culo”. La dichiarazione è stata immediatamente smentita dal portavoce Bronchi.

Il premio per il miglior paese del mondo viene assegnato ogni anno alla nazione che si distingue in campo culturale, sportivo e del benessere. Batalia si è distinta in tutti è tre i campi: azzerato i finanziamenti ai giornali per una informazione più libera, vinto il mondiale di fagocitamento pizza e promesso di dotare ogni casa bataliana di una jacuzzi entro il 2012.

Si ringrazia Lucrezia Altervista per aver conferito personalmente l’onorificenza al Capo dello Stato Gianni Nipolitano

 

Datato il 17/11/2009 - Comunicati | | 1 Commento

Piero Marrapo si riprende il suo vecchio posto di lavoro

Dopo due settimane di monastero l’ex Governatore del Latio Piero Marrapo torna a far parlare di sé. Scortato dalla moglie che lo nasconde dagli squardi indiscreti dai trans che se lo vorrebbero trombare, non è riuscito ad evitare di essere trombato politicamente ed essere cacciato malamente dalla sua comoda poltrona.

Raccolti i pensieri Marrapo si è reso conto di avere ancora un lavoro: il giornalista. Pare che abbia detto: “giornalista ero e giornalista rimango!”. La TV di stato non è molto contenta e non potendo fare orecchie da mercante per il momento l’ha messo in ferie. E’ in programma lo studio per un programma televisivo da trasmettersi alle 4 di notte da far condurre a Marrapo in cui spiegare alle giovani generazioni che il concetto uomo-donna è ormai superato e che ci sono molte sfaccettature. Marrapo avrà abbastanza faccia da culo da raccogliere la sfida? Il doppio senso è voluto.

 

Datato il 12/11/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Barbaroni fannullone: “Non facciamo facile populismo”

Barbaroni

Onorevole Barbaroni, lo dico in breve, lei è stato accusato di essere un fannullone schifoso. Come si difende?

Io non mi difendo per niente perché non c’è nulla da difendersi. E’ sono un’accusa infamante della più vile specie. Non scendiamo a fare facile populismo!

D’accordo, ma come va capito che lei è stato presente solo al 30% delle sedute in aula?

E’ una cifra che non vuol dire nulla. La mia presenza in aula è sempre stata importante. Ho proposto leggi contro la pedofilia, contro Internet e a favore delle major della televisione. Cosa avrei dovuto fare di più?

Il ministro Brunello è da un anno e mezzo che cerca di limitare il fenomeno dell’assenteismo dei dipendendi statali. In un’epoca di crisi economica e di sprechi congeniti è il minimo che si debba fare. Lei cosa ne pensa?

Mi sembra giusto. Purtroppo lo stato bataliano ha tante falle e bisogna darsi da fare per tapparne il più possibile, prima che la nave affondi.

Ottima metafora. Per curiosità, lei quando guadagna?

Il mio misero stipendio ammonta ad appena 30 milioni di lire al mese. Con questi soldi devo mangiare e fare i viaggi legati al mio lavoro. Ho un sacco di spese: le trasferte, i portaborse, la manicure, il sesso… le tasse! Maledette tasse!

Ma c’è qualche rimborso, mi sembra…

Sì, ma poca roba. Qualche rimborso per i ristoranti, i viaggi gratuiti su treni e mezzi – che detto tra di noi non uso mai perché fanno schifo, forse perché il biglietto costa troppo poco. E poi anche i posti riservati in aereo, il rimborso per i portaborse, i centri estetici convenzionati, le belle donne di Burlettoni e il dispenser di profilattici gratuiti in bagno… ma è poca roba. Io non riesco a tirare avanti. Senza contare il mio commercialista. Sa quanto costa trasferire i soldi all’estero?

E quindi?

Sa, io sono un artista. Ho sempre lavorato in TV. Quindi qualche comparsata me la faccio. Ho una piccola casa di produzione. Una ventina di dipendenti. Poca roba, ma almeno vivo dignitosamente.

Il tasso di assenza del 70% dipende da questo?

Ma no, ma no. Non mi permetterei MAI. Non sono mica come quei fannulloni di merda. Purtroppo gli impegni precedenti mi intrappolano, mi legano.

Ha un’agenda bella lunga

Non riesco a dire no a nessuno. Se c’è da commentare le partite di calcio, io ci vado! Mi capisce.

Capisco capisco e capiranno anche tutti i bataliani…

Gloria a Batalia!!

 

Datato il 06/11/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Burlettoni vuole diventare imperatore

Onorevole Foni, lei è sempre stato un alleato di Savio Burlettoni, il nostro presidente del Governo. E’ vero che soffre un po’ d’invidia?

Non è assolutamente vero. Sono sempre stato un fido alleato perché stimo e rispetto il presidente del Parito dell’Impunità.

Anche adesso che i suoi uomini più fidati stanno avvicinandosi sempre di più a Burlettoni?

E’ una cosa che non mi preoccupa.

Senta Foni, lei lo sa che sta antipatico a molti perché tenta di essere amico di tutti?

Ho letto queste cose in certi forum. Non capisco come sia possibile. Sono sempre stato coerente con le mie idee e lo sarò sempre!

Ma se prima era un nostalgico della dittatura? Poi l’ha bollata come male assoluto. Poi è diventato il paladino della Religione Universale, poi della Religione Assoluta. Infine vorrebbe diventare il primo capo di partito d’opposizione pur stando al governo,

Le mie parole sono sempre state strumentalizzate. Inoltre con l’età si cresce e si capiscono meglio le cose.

Sarà… senta ma come è il suo rapporto con Burlettoni? Cordiale?

Bhe, c’è un grande rispetto, ma a volte Burlettoni esagera. Adesso è fissato con questa idea di voler diventare Imperatore di Batalia. Una cosa da non credere. Però è fatto così. La settimana scorsa voleva diventare Re di Batalia, quella prima Gran Maestro di Batalia. Ormai non ci badiamo più, ma ci fa fare delle gran figure di merda.

Ma vuole bene a Burlettoni

Come un padre. Ma anche in famiglia possono succedere delle disgrazie…

A cosa allude?

Niente niente. Ecco vengo di nuovo strumentalizzato!

 

Datato il 04/11/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Scandalo sessuale per il Governatore del Latio

Il governatore della regione Latio, Piero Marrapo, è finito nel bel mezzo di un ciclone sessuale.

Cominciamo con i fatti: al governatore piace andare per trans-prostitute. Fin qui niente di male (se si vuole chiudere un occhio sul tradimento della moglie). Colto in flagrante da due poliziotti il fatto è subito di dominio pubblico.

Passiamo alle considerazioni. Essendo iscritto al Partito dei Giusti, e non essendo un bacchettone, nessuno avrebbe da ridere sulle sue preferenze sessuali. Felice lui, felice tutti. Certo, qualche risolino sarebbe inevitabile, ma se Burlettoni va a puttane perché non può farlo anche Marrapo? Se poi è il componente attivo della coppia non ne va neanche della sua mascolinità.

Marrapo però non la pensa così. Colpito dall’attacco, e con un po’ di coda di paglia, ha prima denunciato i poliziotti che hanno tentato di accollarli ulteriori amoralità (droga, profilattici alla banana, vibratori anali) e poi si è dimesso dalla sua carica istituzionale. Lo scopo del suo avversario è quindi raggiunto: toglierselo dalle balle poco prima delle elezioni. Un capolavoro di politica bataliana.

L’attaccante, chiunque esso sia, è veramente bravo però. Conosce le abitudini di Marrapo e poteva disporre liberamente di due agenti di polizia come fossero dei dipendenti, una cosa che dimostra che alcuni organi bataliani sono proprio marci.

Il povero Marrapo adesso passerà a vita privata, forse con la sua famiglia, forse no. Una scelta onorevole, ma che ancora una volta la da vinta ai furbetti. Come se in una lotta tra barbari ci si arrendesse per un touché. Lunga vita a Batalia!

 

Datato il 28/10/2009 - Editoriali | | 0 Commenti

Davide Francesconi: lo stato da, lo stato toglie

Onorevole Francesconi, prossimamente, e con tutta probabilità, lei verrà trombato alle primarie del suo partito. Un ultimo desiderio?

A volte, nella vita, bisogna rendersi conto che non si può fare tutto e bisogna fare un passo indietro. Se gli iscritti al nostro partito decideranno che non sono adatto posso non essere d’accordo, ma accetterò umilmente la decisione. E’ così che funziona in democrazia.

Ma cambierà anche lavoro?

Questo no! Perché altrimenti tradirei quella corrente di pensiero che mi avrebbe votato. Io voglio essere una persona su cui le persone possono fare affidamento. E’ così che funziona in democrazia.

Parliamo di crisi economica. A Batalia le cose non vanno bene, questo lo sappiamo tutti. Ha una ricetta magica?

Io non sono uno stregone e non ho ricette magiche. Ho alcune idee che secondo me potrebbero migliorare questo nostro povero paese governato da un branco di incapaci e ladroni.

Incapaci o ladroni? O ladroni incapaci?

Un po’ tutti e tre. Ma non vorrei sempre parlare di Burlettoni. Ormai è sotto gli occhi di tutti ciò che dice e ciò che fa. I bataliani ne traggano le giuste considerazioni.

Dicevamo delle soluzioni…

Ecco. Secondo me bisogna stimolare l’economia dando risorse a quella fascia di popolazione che vorrebbe spendere, ma non può perché non ne ha. Parlo dei tanti pensionati. La Social Card è stata una presa per il culo. 50 mila lire cosa vuole che siano per il povero vecchietto che non arriva a fine mese. Bisogna abbassare le tasse e dare sti benedetti soldi. Aiutare i deboli. E’ così che funziona in democrazia.

E i giovani?

Ecco. Secondo me bisogna aiutare le idee e stimolare le capacità dei nostri giovani che hanno tante spese, ma uno stipendio basso. Secondo me bisogna fare un patto generazionale. Chi, ormai, è fuori dalla vita economica attiva dovrebbe contribuire a dare una mano a chi costruisce il futuro del paese. Ecco, secondo me, una nuova tassazione delle pensioni sarebbe lo strumento giusto. Ma non chiamiamola tassa. Chiamiamola contributo. Un obolo dato per un futuro migliore. E’ così che funziona in democrazia.

La crisi è grande, le casse sono vuote, il debito è alto. Come fare?

Ecco. Secondo me bisogna trovare le risorse lì dove è possibile trovarle. La popolazione attiva è storicamente quella che porta il paese sulle sue spalle. Spalle giovani e forti che dovrebbero sopportare un piccolo peso in più per aiutare tutti. Uno stato è una comunità in cui ci si aiuta. E’ così che funziona in democrazia.

E’ la quadratura del cerchio?

Questo genere di miracoli riesce solo a Burlettoni. Io faccio del mio meglio.

Sarà sufficiente?

Lo spero. Ma è così che funziona in democrazia.

 

Datato il 13/10/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Filippo Emanueli: «Ho provato la droga, mi ha salvato la famiglia»

Filippo Emanueli, lei è il nipote dell’ultimo Re di Batalia. Sente una responsabilità particolare?

Si, io, pur essendo cresciuto all’estero ho sempre avuto un particolare legame affettivo con Batalia. L’ho sempre considerata un po’ mia, anche se rispetto l’ordinamento democratico attuale. E’ un grande paese e bisogna andarne fieri.

Quindi un’infanzia felice?

Bhe, non mi è mai mancato niente… le scuole migliori, tutti i divertimenti possibili, la droga…

La droga?

Bhe, sì, in certi ambienti è quasi la norma. Ho cominciato a sniffare a 13 anni. Poi ho fatto il giro di tutte le sostanze conosciute e qualcuna di mia invenzione. Tutti i miei amici facevano queste cose. Un mio amico era Palo Erkons. Abbiamo fatto insieme delle cose di cui non ricordo nulla. Ma è stato tutto molto divertente.

E poi?

A un certo punto il tuo corpo ti fa capire che certe cose non si possono fare per sempre. Ma allo stesso tempo ti dice che non puoi smettere. A quel punto hai raggiunto il punto di svolta. O riesci a farti aiutare oppure la tua esistenza finisce.

Nel tuo caso è andata bene.

Le ultime generazioni della mia famiglia hanno una certa esperienza. Hanno applicato un antico metodo segreto e sono riuscito a uscirne. E’ stata un’esperienza terrificante, ma alla fine ce l’ho fatta. Mi ha proprio salvato la famiglia, gli affetti. Mia madre e mio padre.

Cosa vuoi dire ai ragazzi di oggi, che crescono in questo mondo così malvagio?

Solo una cosa: DROGATEVI A MANETTA! Ne vale la pena!

Ma cosa sta dicendo?

Io? Non lo so… vuole due cetriolini? Ah, no scusi, devo andare a fare campagna politica per andare in parlamento…

 

Datato il 12/10/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Burlettoni spacciato? Neanche per idea!

L’alta corte costituzionale bataliana ha oggi decretato l’incostituzionalità del cosidetto lodo “Lafacciofranca”, dal cognome di uno degli avvocati di Burlettoni, primo firmatario della proposta di legge.

Immediate le esternazioni del centrodestra. Burlettoni ha subito lanciato il guanto della sfida: “Questi giudici sono tutti più giovani di me, ma io sono molto più saggio. Nella loro presunta superiorità non hanno condannato me, che sono innocente, ma hanno condannato l’intero paese ad avere un presidente del governo più assente perché deve difendersi da accuse infamanti!”.

Giunge a ruota l’immediato sostegno del Partito dei Duri: “I ladroni hanno dimostrato ancora una volta di non volere il bene del paese. Ma non c’è nessun problema, appena raccogliamo il nostro popolo buttiamo giù tutto!”.

Di tutt’altro i commenti della minoranza. Bordelli del Partito dei Neutri ci va cauto: “Ogni fazione ha la sua pecora nera. Per il Partito dell’Impunità è proprio Burlettoni la pecora più nera, un vero e proprio buco nero da cui non esce nulla che non sia merda.”.

Più aggressivi i commenti di Francesconi, leader a tempo determinato del Partito dei Giusti: “La corte ha detto in modo chiaro e pulito che Burlettoni se ne deve andare a casa, anzi in galera! Non può fare leggi come gli pare e piace e adesso dovrebbe lasciare il governo per pensare ai suoi guai e passare le scettro a qualcuno più capace e più pulito di lui. Le prossime elezioni dimostreranno che i bataliani sanno distinguere tra chi è un criminale e chi no.”.

Malgrado tutto gli ultimi sondaggi dimostrano che la fede bataliana in Burlettoni è incrollabile. Bel il 60% voterebbe Burlettoni anche se fosse in galera. Certo, ricevere i capi di governo da dietro le sbarre e con il pigiama a righe non è bello, ma con due drappi e due fiori può diventare accettabile. Viva Batalia!

 

Datato il 07/10/2009 - Editoriali | | 0 Commenti

Burlettoni da dell’abbronzata e non succede nulla

James Bond, il tanto famoso quanto immaginario agente segreto, aveva la licenza di uccidere. Savio Burlettoni, che invece è fin troppo reale, ha recentemente acquisito la licenza di sparare stronzate.

Pochi giorni fa il nostro illustre Presidente del Governo ha partecipato ad un importante incontro internazionale, il G20. In questa circostanza ha incontrato il suo omologo dall’Amerrigo, il Presidente Umami. Come i più anziani ricorderanno, quest’estate è scoppiata una polemica sul fatto che Burlettoni avesse apostrofato come “abbronzato” il Presidente Umami che, come sanno anche i bambini, è di colore. La polemica, durata per mezza estate, puntava sul fatto che Burlettoni avesse fatto un apprezzamento razziale. Proprio nel momento in cui tutti i bataliani erano a mare a prendere la tintarella.

Dicevamo del recente G20. Al termine dell’incontro Burlettoni ha ribadito alla stampa che il Presidente Umami è “simpatico, autoironico e abbronzato, e anche sua moglie”. Non si poteva risparmiare questa esternazione? A quanto pare no, anche perché… non è successo nulla. Nessuno sciopero generale, nessun bataliano che si è coperto il capo di cenere o che si è stracciato le vesti. Niente di niente.

Le ipotesi per spiegare questo curioso fenomeno sono due:

  • Quella di questa estate era una polemica sterile montata solo per il gusto di poter criticare il Presidente e in realtà non fotte niente a nessuno
  • Il Presidente Burlettoni ha ricevuto la licenza di sparare stronzate e quindi è giusto ignorarlo

Il qui presente direttore non sa darsi una risposta.

 

Datato il 29/09/2009 - Editoriali | | 0 Commenti

Sgomberata la “giungla”

Nella regione della Frongia, paese di confine tra la Nordia e l’Amerrigo, da tempo si era in presenza di una zona limitata chiamata “giungla” caratterizzata dalla presenza di immigrati che desideravano emigrare. (continua…)

 

Datato il 22/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Burlettoni a “Finestra a Finestra”, ascolti da record negativo

Se pochi giorni fa si parlava del drammatico cambio di palinsesto che avrebbe oscurato la libertà d’informazione a Batalia, oggi si può parlare di come il tutto sia finito (prevedibilmente) come una bolla di sapone: puff!

L’intervento del Capo di Governo alla trasmissione di Piero Ape è stata un flop tremendo. Non l’ha visto nessuno. Le statistiche parlano di un solo spettatore: un giornalista sorteggiato che ha avuto l’ingrato compito di dover assistere alla trasmissione. Lo share complessivo è stato di soli 0.000001%.

Pare che la sinistra,  per boicottare l’evento, abbia obbligato i suoi iscritti ad acquistare dei televisori da tenere spenti per poter abbassare ulteriormente la percentuale.

Le persone normali invece, prese da una noia mortale, in parte hanno passato la serata su Youtube, in parte su Facebook, in parte a letto. Una certa percentuale ha assistito alla soap opera sul secondo canale che, a detta di molti, risulta più credibile rispetto a Burlettoni. Il Capo di Governo ha annunciato un cambio di look nel tentativo di assomigliare maggiormente al protagonista della serie.

Purtroppo è impossibile fare commenti su quanto detto da Burlettoni in quanto nessuno ha assistito. Anche il giornalista sorteggiato non ha resistito alle palpebre calanti e si è fatto un paio d’ora di sonno. In ogni caso i partiti di opposizione hanno già fatto sapere di essere in disaccordo con tutto.

 

Datato il 22/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Burlettoni a “Finestra a Finestra”

Sempre più caos a Batalia. Diversi fatti negli ultimi giorni stanno mettendo in seria difficoltà le capacità di compresione dei bataliani.

Il primo argomento di discussione sulle panchine dei parchi e sui tavolini dei bar è l’infinita sequenza di scandali e controscandali che, da una parte, portano interessanti argomenti per chiccherare con amici e colleghi, dall’altra hanno fatto un po’ stufato.

La sequenza, partita dai festeggiamenti per il diciottesimo compleanno della ragazza nipolatana, proseguita nelle accuse di pedofilia di Burlettoni, poi con il divorzio da sua moglie Lara Veronico, poi la faccenda delle puttane d’alta società (con relativa creazione di un nuovo personaggio per i talk show), poi la realizzazione, da parte di Burlettoni, che di queste cose non frega niente a nessuno, poi il contrattacco del “Quotidiano” contro il direttore sporcaccione del giornale religioco e infine, parapà parapà parapà, l’attacco dello stesso giornale contro quello che, in teoria, dovrebbe essere il delfino di Burlettoni: Gianpiero Fono. Accusato di aver nascosto nell’armadio dei precedenti a sfondo sessuale (non si capisce cosa, non si capisce quale sarebbe il reato, non si capisce nulla) Fono si difende a spada tratta, sguinzaglia gli avvocati dobermann che subito portano a segno un paio di querele e di denuncie e adesso, nei prossimi giorni, scopriremo il seguito di questa appassionante soap opera.

Nel frattempo dall’unione mondiale ci viene detto che non dobbiamo rimandare a casa a calci in culo chi arriva sulle nostre coste. Ma non lo fanno anche gli altri? Sì, ma qualcuno se li deve pur pigliare.
Nel frattempo ci viene detto (e tutto insieme) che: l’economia va male (-5%), gli stipendi vanno bene (+4%), i prezzi sono costanti, le previsioni sono meno buone del previsto (come se di solito fossero attendibili), ma che va tutto bene e non c’è nulla di cui spaventarsi. Che ci spiegassero anche dove sono le uscite d’emergenza perché nel momento in cui ci diranno che al microfono c’è una scimmia allora qualcuno vorrà scendere.

Secondo argomento che scalda gli animi in questo anticipi d’autunno è il fatto che questa sera ci sarà uno specialone di Biondo Ape che ospiterà Savio Burlettoni che parleranno di ricostruzione. Il fatto in sé è poco importante. La notizia sta nel fatto che lo specialone ha spostato un’altra tribuna politica su un altro canale statale e su un canale privato. Inoltre anche l’ora solare sarà spostata di qualche giorno, per evitare che la gente si addormenti prima della fine della trasmissione. Inoltre sarà trasmessa a reti unificate e una speciale antenna manderà un segnale ipnotico che visualizzerà le immagini del Presidente del Governo nella mente di tutti i cittadini! Forza Batalia!

 

Datato il 15/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Direttore bacchettone accusato di essere uno sporcaccione

Batalia è un paese di ipocriti. Un recente studio della Commissione Tendenze ha dimostrato che il livello medio di ipocrisia sul suolo patrio raggiunge il livello di 87% con punte di 110% negli edifici pubblici della capitale. Un vero dramma. Certo, il saggio dice che non tutta l’ipocrisia viene per nuocere, ma che la cosa non sia del tutto positiva è noto. Ultimo esempio è il caso del direttore bacchettone sporcaccione. (continua…)

 

Datato il 02/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

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