Barbaroni fannullone: “Non facciamo facile populismo”

Barbaroni

Onorevole Barbaroni, lo dico in breve, lei è stato accusato di essere un fannullone schifoso. Come si difende?

Io non mi difendo per niente perché non c’è nulla da difendersi. E’ sono un’accusa infamante della più vile specie. Non scendiamo a fare facile populismo!

D’accordo, ma come va capito che lei è stato presente solo al 30% delle sedute in aula?

E’ una cifra che non vuol dire nulla. La mia presenza in aula è sempre stata importante. Ho proposto leggi contro la pedofilia, contro Internet e a favore delle major della televisione. Cosa avrei dovuto fare di più?

Il ministro Brunello è da un anno e mezzo che cerca di limitare il fenomeno dell’assenteismo dei dipendendi statali. In un’epoca di crisi economica e di sprechi congeniti è il minimo che si debba fare. Lei cosa ne pensa?

Mi sembra giusto. Purtroppo lo stato bataliano ha tante falle e bisogna darsi da fare per tapparne il più possibile, prima che la nave affondi.

Ottima metafora. Per curiosità, lei quando guadagna?

Il mio misero stipendio ammonta ad appena 30 milioni di lire al mese. Con questi soldi devo mangiare e fare i viaggi legati al mio lavoro. Ho un sacco di spese: le trasferte, i portaborse, la manicure, il sesso… le tasse! Maledette tasse!

Ma c’è qualche rimborso, mi sembra…

Sì, ma poca roba. Qualche rimborso per i ristoranti, i viaggi gratuiti su treni e mezzi – che detto tra di noi non uso mai perché fanno schifo, forse perché il biglietto costa troppo poco. E poi anche i posti riservati in aereo, il rimborso per i portaborse, i centri estetici convenzionati, le belle donne di Burlettoni e il dispenser di profilattici gratuiti in bagno… ma è poca roba. Io non riesco a tirare avanti. Senza contare il mio commercialista. Sa quanto costa trasferire i soldi all’estero?

E quindi?

Sa, io sono un artista. Ho sempre lavorato in TV. Quindi qualche comparsata me la faccio. Ho una piccola casa di produzione. Una ventina di dipendenti. Poca roba, ma almeno vivo dignitosamente.

Il tasso di assenza del 70% dipende da questo?

Ma no, ma no. Non mi permetterei MAI. Non sono mica come quei fannulloni di merda. Purtroppo gli impegni precedenti mi intrappolano, mi legano.

Ha un’agenda bella lunga

Non riesco a dire no a nessuno. Se c’è da commentare le partite di calcio, io ci vado! Mi capisce.

Capisco capisco e capiranno anche tutti i bataliani…

Gloria a Batalia!!

Datato il 06/11/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Burlettoni vuole diventare imperatore

Onorevole Foni, lei è sempre stato un alleato di Savio Burlettoni, il nostro presidente del Governo. E’ vero che soffre un po’ d’invidia?

Non è assolutamente vero. Sono sempre stato un fido alleato perché stimo e rispetto il presidente del Parito dell’Impunità.

Anche adesso che i suoi uomini più fidati stanno avvicinandosi sempre di più a Burlettoni?

E’ una cosa che non mi preoccupa.

Senta Foni, lei lo sa che sta antipatico a molti perché tenta di essere amico di tutti?

Ho letto queste cose in certi forum. Non capisco come sia possibile. Sono sempre stato coerente con le mie idee e lo sarò sempre!

Ma se prima era un nostalgico della dittatura? Poi l’ha bollata come male assoluto. Poi è diventato il paladino della Religione Universale, poi della Religione Assoluta. Infine vorrebbe diventare il primo capo di partito d’opposizione pur stando al governo,

Le mie parole sono sempre state strumentalizzate. Inoltre con l’età si cresce e si capiscono meglio le cose.

Sarà… senta ma come è il suo rapporto con Burlettoni? Cordiale?

Bhe, c’è un grande rispetto, ma a volte Burlettoni esagera. Adesso è fissato con questa idea di voler diventare Imperatore di Batalia. Una cosa da non credere. Però è fatto così. La settimana scorsa voleva diventare Re di Batalia, quella prima Gran Maestro di Batalia. Ormai non ci badiamo più, ma ci fa fare delle gran figure di merda.

Ma vuole bene a Burlettoni

Come un padre. Ma anche in famiglia possono succedere delle disgrazie…

A cosa allude?

Niente niente. Ecco vengo di nuovo strumentalizzato!

Datato il 04/11/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Scandalo sessuale per il Governatore del Latio

Il governatore della regione Latio, Piero Marrapo, è finito nel bel mezzo di un ciclone sessuale.

Cominciamo con i fatti: al governatore piace andare per trans-prostitute. Fin qui niente di male (se si vuole chiudere un occhio sul tradimento della moglie). Colto in flagrante da due poliziotti il fatto è subito di dominio pubblico.

Passiamo alle considerazioni. Essendo iscritto al Partito dei Giusti, e non essendo un bacchettone, nessuno avrebbe da ridere sulle sue preferenze sessuali. Felice lui, felice tutti. Certo, qualche risolino sarebbe inevitabile, ma se Burlettoni va a puttane perché non può farlo anche Marrapo? Se poi è il componente attivo della coppia non ne va neanche della sua mascolinità.

Marrapo però non la pensa così. Colpito dall’attacco, e con un po’ di coda di paglia, ha prima denunciato i poliziotti che hanno tentato di accollarli ulteriori amoralità (droga, profilattici alla banana, vibratori anali) e poi si è dimesso dalla sua carica istituzionale. Lo scopo del suo avversario è quindi raggiunto: toglierselo dalle balle poco prima delle elezioni. Un capolavoro di politica bataliana.

L’attaccante, chiunque esso sia, è veramente bravo però. Conosce le abitudini di Marrapo e poteva disporre liberamente di due agenti di polizia come fossero dei dipendenti, una cosa che dimostra che alcuni organi bataliani sono proprio marci.

Il povero Marrapo adesso passerà a vita privata, forse con la sua famiglia, forse no. Una scelta onorevole, ma che ancora una volta la da vinta ai furbetti. Come se in una lotta tra barbari ci si arrendesse per un touché. Lunga vita a Batalia!

Datato il 28/10/2009 - Editoriali | | 0 Commenti

Davide Francesconi: lo stato da, lo stato toglie

Onorevole Francesconi, prossimamente, e con tutta probabilità, lei verrà trombato alle primarie del suo partito. Un ultimo desiderio?

A volte, nella vita, bisogna rendersi conto che non si può fare tutto e bisogna fare un passo indietro. Se gli iscritti al nostro partito decideranno che non sono adatto posso non essere d’accordo, ma accetterò umilmente la decisione. E’ così che funziona in democrazia.

Ma cambierà anche lavoro?

Questo no! Perché altrimenti tradirei quella corrente di pensiero che mi avrebbe votato. Io voglio essere una persona su cui le persone possono fare affidamento. E’ così che funziona in democrazia.

Parliamo di crisi economica. A Batalia le cose non vanno bene, questo lo sappiamo tutti. Ha una ricetta magica?

Io non sono uno stregone e non ho ricette magiche. Ho alcune idee che secondo me potrebbero migliorare questo nostro povero paese governato da un branco di incapaci e ladroni.

Incapaci o ladroni? O ladroni incapaci?

Un po’ tutti e tre. Ma non vorrei sempre parlare di Burlettoni. Ormai è sotto gli occhi di tutti ciò che dice e ciò che fa. I bataliani ne traggano le giuste considerazioni.

Dicevamo delle soluzioni…

Ecco. Secondo me bisogna stimolare l’economia dando risorse a quella fascia di popolazione che vorrebbe spendere, ma non può perché non ne ha. Parlo dei tanti pensionati. La Social Card è stata una presa per il culo. 50 mila lire cosa vuole che siano per il povero vecchietto che non arriva a fine mese. Bisogna abbassare le tasse e dare sti benedetti soldi. Aiutare i deboli. E’ così che funziona in democrazia.

E i giovani?

Ecco. Secondo me bisogna aiutare le idee e stimolare le capacità dei nostri giovani che hanno tante spese, ma uno stipendio basso. Secondo me bisogna fare un patto generazionale. Chi, ormai, è fuori dalla vita economica attiva dovrebbe contribuire a dare una mano a chi costruisce il futuro del paese. Ecco, secondo me, una nuova tassazione delle pensioni sarebbe lo strumento giusto. Ma non chiamiamola tassa. Chiamiamola contributo. Un obolo dato per un futuro migliore. E’ così che funziona in democrazia.

La crisi è grande, le casse sono vuote, il debito è alto. Come fare?

Ecco. Secondo me bisogna trovare le risorse lì dove è possibile trovarle. La popolazione attiva è storicamente quella che porta il paese sulle sue spalle. Spalle giovani e forti che dovrebbero sopportare un piccolo peso in più per aiutare tutti. Uno stato è una comunità in cui ci si aiuta. E’ così che funziona in democrazia.

E’ la quadratura del cerchio?

Questo genere di miracoli riesce solo a Burlettoni. Io faccio del mio meglio.

Sarà sufficiente?

Lo spero. Ma è così che funziona in democrazia.

Datato il 13/10/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Filippo Emanueli: «Ho provato la droga, mi ha salvato la famiglia»

Filippo Emanueli, lei è il nipote dell’ultimo Re di Batalia. Sente una responsabilità particolare?

Si, io, pur essendo cresciuto all’estero ho sempre avuto un particolare legame affettivo con Batalia. L’ho sempre considerata un po’ mia, anche se rispetto l’ordinamento democratico attuale. E’ un grande paese e bisogna andarne fieri.

Quindi un’infanzia felice?

Bhe, non mi è mai mancato niente… le scuole migliori, tutti i divertimenti possibili, la droga…

La droga?

Bhe, sì, in certi ambienti è quasi la norma. Ho cominciato a sniffare a 13 anni. Poi ho fatto il giro di tutte le sostanze conosciute e qualcuna di mia invenzione. Tutti i miei amici facevano queste cose. Un mio amico era Palo Erkons. Abbiamo fatto insieme delle cose di cui non ricordo nulla. Ma è stato tutto molto divertente.

E poi?

A un certo punto il tuo corpo ti fa capire che certe cose non si possono fare per sempre. Ma allo stesso tempo ti dice che non puoi smettere. A quel punto hai raggiunto il punto di svolta. O riesci a farti aiutare oppure la tua esistenza finisce.

Nel tuo caso è andata bene.

Le ultime generazioni della mia famiglia hanno una certa esperienza. Hanno applicato un antico metodo segreto e sono riuscito a uscirne. E’ stata un’esperienza terrificante, ma alla fine ce l’ho fatta. Mi ha proprio salvato la famiglia, gli affetti. Mia madre e mio padre.

Cosa vuoi dire ai ragazzi di oggi, che crescono in questo mondo così malvagio?

Solo una cosa: DROGATEVI A MANETTA! Ne vale la pena!

Ma cosa sta dicendo?

Io? Non lo so… vuole due cetriolini? Ah, no scusi, devo andare a fare campagna politica per andare in parlamento…

Datato il 12/10/2009 - Interviste | | 0 Commenti

Burlettoni spacciato? Neanche per idea!

L’alta corte costituzionale bataliana ha oggi decretato l’incostituzionalità del cosidetto lodo “Lafacciofranca”, dal cognome di uno degli avvocati di Burlettoni, primo firmatario della proposta di legge.

Immediate le esternazioni del centrodestra. Burlettoni ha subito lanciato il guanto della sfida: “Questi giudici sono tutti più giovani di me, ma io sono molto più saggio. Nella loro presunta superiorità non hanno condannato me, che sono innocente, ma hanno condannato l’intero paese ad avere un presidente del governo più assente perché deve difendersi da accuse infamanti!”.

Giunge a ruota l’immediato sostegno del Partito dei Duri: “I ladroni hanno dimostrato ancora una volta di non volere il bene del paese. Ma non c’è nessun problema, appena raccogliamo il nostro popolo buttiamo giù tutto!”.

Di tutt’altro i commenti della minoranza. Bordelli del Partito dei Neutri ci va cauto: “Ogni fazione ha la sua pecora nera. Per il Partito dell’Impunità è proprio Burlettoni la pecora più nera, un vero e proprio buco nero da cui non esce nulla che non sia merda.”.

Più aggressivi i commenti di Francesconi, leader a tempo determinato del Partito dei Giusti: “La corte ha detto in modo chiaro e pulito che Burlettoni se ne deve andare a casa, anzi in galera! Non può fare leggi come gli pare e piace e adesso dovrebbe lasciare il governo per pensare ai suoi guai e passare le scettro a qualcuno più capace e più pulito di lui. Le prossime elezioni dimostreranno che i bataliani sanno distinguere tra chi è un criminale e chi no.”.

Malgrado tutto gli ultimi sondaggi dimostrano che la fede bataliana in Burlettoni è incrollabile. Bel il 60% voterebbe Burlettoni anche se fosse in galera. Certo, ricevere i capi di governo da dietro le sbarre e con il pigiama a righe non è bello, ma con due drappi e due fiori può diventare accettabile. Viva Batalia!

Datato il 07/10/2009 - Editoriali | | 0 Commenti

Burlettoni da dell’abbronzata e non succede nulla

James Bond, il tanto famoso quanto immaginario agente segreto, aveva la licenza di uccidere. Savio Burlettoni, che invece è fin troppo reale, ha recentemente acquisito la licenza di sparare stronzate.

Pochi giorni fa il nostro illustre Presidente del Governo ha partecipato ad un importante incontro internazionale, il G20. In questa circostanza ha incontrato il suo omologo dall’Amerrigo, il Presidente Umami. Come i più anziani ricorderanno, quest’estate è scoppiata una polemica sul fatto che Burlettoni avesse apostrofato come “abbronzato” il Presidente Umami che, come sanno anche i bambini, è di colore. La polemica, durata per mezza estate, puntava sul fatto che Burlettoni avesse fatto un apprezzamento razziale. Proprio nel momento in cui tutti i bataliani erano a mare a prendere la tintarella.

Dicevamo del recente G20. Al termine dell’incontro Burlettoni ha ribadito alla stampa che il Presidente Umami è “simpatico, autoironico e abbronzato, e anche sua moglie”. Non si poteva risparmiare questa esternazione? A quanto pare no, anche perché… non è successo nulla. Nessuno sciopero generale, nessun bataliano che si è coperto il capo di cenere o che si è stracciato le vesti. Niente di niente.

Le ipotesi per spiegare questo curioso fenomeno sono due:

  • Quella di questa estate era una polemica sterile montata solo per il gusto di poter criticare il Presidente e in realtà non fotte niente a nessuno
  • Il Presidente Burlettoni ha ricevuto la licenza di sparare stronzate e quindi è giusto ignorarlo

Il qui presente direttore non sa darsi una risposta.

Datato il 29/09/2009 - Editoriali | | 0 Commenti

Sgomberata la “giungla”

Nella regione della Frongia, paese di confine tra la Nordia e l’Amerrigo, da tempo si era in presenza di una zona limitata chiamata “giungla” caratterizzata dalla presenza di immigrati che desideravano emigrare. (continua…)

Datato il 22/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Burlettoni a “Finestra a Finestra”, ascolti da record negativo

Se pochi giorni fa si parlava del drammatico cambio di palinsesto che avrebbe oscurato la libertà d’informazione a Batalia, oggi si può parlare di come il tutto sia finito (prevedibilmente) come una bolla di sapone: puff!

L’intervento del Capo di Governo alla trasmissione di Piero Ape è stata un flop tremendo. Non l’ha visto nessuno. Le statistiche parlano di un solo spettatore: un giornalista sorteggiato che ha avuto l’ingrato compito di dover assistere alla trasmissione. Lo share complessivo è stato di soli 0.000001%.

Pare che la sinistra,  per boicottare l’evento, abbia obbligato i suoi iscritti ad acquistare dei televisori da tenere spenti per poter abbassare ulteriormente la percentuale.

Le persone normali invece, prese da una noia mortale, in parte hanno passato la serata su Youtube, in parte su Facebook, in parte a letto. Una certa percentuale ha assistito alla soap opera sul secondo canale che, a detta di molti, risulta più credibile rispetto a Burlettoni. Il Capo di Governo ha annunciato un cambio di look nel tentativo di assomigliare maggiormente al protagonista della serie.

Purtroppo è impossibile fare commenti su quanto detto da Burlettoni in quanto nessuno ha assistito. Anche il giornalista sorteggiato non ha resistito alle palpebre calanti e si è fatto un paio d’ora di sonno. In ogni caso i partiti di opposizione hanno già fatto sapere di essere in disaccordo con tutto.

Datato il 22/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Burlettoni a “Finestra a Finestra”

Sempre più caos a Batalia. Diversi fatti negli ultimi giorni stanno mettendo in seria difficoltà le capacità di compresione dei bataliani.

Il primo argomento di discussione sulle panchine dei parchi e sui tavolini dei bar è l’infinita sequenza di scandali e controscandali che, da una parte, portano interessanti argomenti per chiccherare con amici e colleghi, dall’altra hanno fatto un po’ stufato.

La sequenza, partita dai festeggiamenti per il diciottesimo compleanno della ragazza nipolatana, proseguita nelle accuse di pedofilia di Burlettoni, poi con il divorzio da sua moglie Lara Veronico, poi la faccenda delle puttane d’alta società (con relativa creazione di un nuovo personaggio per i talk show), poi la realizzazione, da parte di Burlettoni, che di queste cose non frega niente a nessuno, poi il contrattacco del “Quotidiano” contro il direttore sporcaccione del giornale religioco e infine, parapà parapà parapà, l’attacco dello stesso giornale contro quello che, in teoria, dovrebbe essere il delfino di Burlettoni: Gianpiero Fono. Accusato di aver nascosto nell’armadio dei precedenti a sfondo sessuale (non si capisce cosa, non si capisce quale sarebbe il reato, non si capisce nulla) Fono si difende a spada tratta, sguinzaglia gli avvocati dobermann che subito portano a segno un paio di querele e di denuncie e adesso, nei prossimi giorni, scopriremo il seguito di questa appassionante soap opera.

Nel frattempo dall’unione mondiale ci viene detto che non dobbiamo rimandare a casa a calci in culo chi arriva sulle nostre coste. Ma non lo fanno anche gli altri? Sì, ma qualcuno se li deve pur pigliare.
Nel frattempo ci viene detto (e tutto insieme) che: l’economia va male (-5%), gli stipendi vanno bene (+4%), i prezzi sono costanti, le previsioni sono meno buone del previsto (come se di solito fossero attendibili), ma che va tutto bene e non c’è nulla di cui spaventarsi. Che ci spiegassero anche dove sono le uscite d’emergenza perché nel momento in cui ci diranno che al microfono c’è una scimmia allora qualcuno vorrà scendere.

Secondo argomento che scalda gli animi in questo anticipi d’autunno è il fatto che questa sera ci sarà uno specialone di Biondo Ape che ospiterà Savio Burlettoni che parleranno di ricostruzione. Il fatto in sé è poco importante. La notizia sta nel fatto che lo specialone ha spostato un’altra tribuna politica su un altro canale statale e su un canale privato. Inoltre anche l’ora solare sarà spostata di qualche giorno, per evitare che la gente si addormenti prima della fine della trasmissione. Inoltre sarà trasmessa a reti unificate e una speciale antenna manderà un segnale ipnotico che visualizzerà le immagini del Presidente del Governo nella mente di tutti i cittadini! Forza Batalia!

Datato il 15/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Direttore bacchettone accusato di essere uno sporcaccione

Batalia è un paese di ipocriti. Un recente studio della Commissione Tendenze ha dimostrato che il livello medio di ipocrisia sul suolo patrio raggiunge il livello di 87% con punte di 110% negli edifici pubblici della capitale. Un vero dramma. Certo, il saggio dice che non tutta l’ipocrisia viene per nuocere, ma che la cosa non sia del tutto positiva è noto. Ultimo esempio è il caso del direttore bacchettone sporcaccione. (continua…)

Datato il 02/09/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Clamorosa censura: la tv di stato non trasmette il trailer di un film

In un’estate che come picchi di massimo interesse ha avuto il Pornogate e il Superenalotto non poteva certo mancare il conflitto di interessi. La televisione di stato ha deciso di non accettare come possibile pubblicità, da trasmettere sulle proprie reti televisive, il trailer di un film chiamato “Dittorialvisione”. Il motivo? Mancanza di obiettività. (continua…)

Datato il 27/08/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Influenza Suina con la esse di Superenalotto

Si sà che i bataliani sono un popolo passionale. Capace di impuntarsi stoicamente su delle questioni di poco conto come di sbattersene allegramente di questioni di capitale importanza. L’ultimo esempio è arrivato quest’estate.

Non esiste al mondo un popolo ugualmente fiero delle proprie pecche come i bataliani. Il fatto che certe caratteristiche non siano considerate virtù, dice il saggio, è un fatto puramente soggettivo.

L’argomento principe di questa torrida estate non è stato il caldo. Il caldo non  fa notizia perché di per sé, il caldo, non fa politica. E francamente la gente si è un po’ rotta le balle di sentire d’inverno “Visto? Fa freddo! L’effetto serra è una cazzata” e poi d’estate “Visto? Fa caldo! L’effetto serra non è una cazzata”. Basta con queste storie da fine millennio!

L’argomento principe di questa torrida estate non è stato neanche Burlettoni. Poiché è estate ha deciso di farsi una bella vacanza e la mancanza di idee (o di tempo) da parte dei suoi avversari è subito saltata fuori.

Nei paesi “civilizzati” l’argomento è stata la tanto temuta influenza suina: come lavarsi le mani, cosa fare e cosa non fare, dove comprare i costosissimi farmaci antivirali di dubbia efficacia, chi sarà salvato in caso di epidemia stile Resident Evil e chi sarà costretto a ripiegare sulle soluzioni omeopatiche. L’argomento è ancora relativamente nuovo (ricordiamo solo l’aviaria) e quindi, in attesa di una influenza canina o bovina, la gente di è ancora abbastanza appassionata.

In Batalia invece l’argomento è stato il Superenalotto. Questo gioco d’azzardo molto apprezzato ha scatenato diverse scene di delirio collettivo: orgie in strada nel tentativo di evocazione di antichi dei estinti, sacrifici umani a Cthulhu, preghiere di massa in stato di trance. Anche l’estero è stato parzialmente contagiato dalla follia con gruppi di nordici che in aereo raggiungevano una città bataliana a caso per giocare la loro schedina sfigata.

Alla fine, nel silenzio più assoluto, il premio di 150 miliardi di lire è andato ad una anonima persona di un paesino anonimo che con due lire si è comprata la ricchezza e il benessere per le prossime 10 generazioni, se va bene, altrimenti per i prossimi 10 mesi.

Cosa dice il nostro saggio a questo punto? Che forse doveva investire più denaro nel giocare al Superenalotto! Viva Batalia!

Datato il 24/08/2009 - Attualità | | 0 Commenti

Anche Batalia ha le sue vacanze estive

La Commissione Vacanze ha stabilito, a voto unanime, che è ora di vacanza. Basta con i pornogate, basta con le risse in parlamento, basta con le leggi ad personam, basta con gli appalti truccati, basta con gli appalti inutili, basta con il nepotismo, basta con gli sprechi, basta con l’illegalità, basta con la politica.

La Commissione invita gratuitamente tutti i parlamentari, i loro parenti e i loro amici, alle vacanze dell’austerità, in un posto isolato, quasi esclusivo, dove i parlamentari, i loro parenti e i loro amici, potranno svolgere lavori manuali, aiutare chi ha bisogno e ritrovare un legame con la natura che spesso e volentieri sembra estinto. Naturalmente è prevista, per chi ne facesse richiesta, la sostituzione con una controfigura di cartone perché, si sa, questa è l’era delle apparenze.

Buone vacanze a tutti!

Datato il 11/08/2009 - Comunicati | | 0 Commenti

Da sexgate a pornogate

Non accenna a placarsi la porno onda che sta travolgendo Savio Burlettoni. Dopo le prime insinuazioni, le prime prove, i fatti concreti, le prime ammissioni, adesso… adesso lo sputtanamento. (continua…)

Datato il 05/08/2009 - Attualità | | 0 Commenti

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